28 Agosto 2016 / byDaruma Studio

Emigratis: la pubblicità secondo Pio e Amedeo

Benché il nostro nuovo sito sia on line da settimane, il primo articolo del blog è tardato abbastanza ad arrivare e forse sarebbe tardato ancora se non fosse che giovedì sera, dopo la puntata di Emigratis, ho avuto un senso di sbandamento e ironica confusione.

Premetto che da foggiano seguo Pio e Amedeo da quando giravano sulle reti locali: la loro ironia, ilarità e scherno sul foggiano e la foggianità mi ha sempre fatto crepare di risate e sono molto contento di seguirli ora sulle reti mediaset.

Durante tutta la puntata di giovedì, i cari compaesani hanno confermato la loro simpatia ed io ho davvero disteso la mente, seguendo le loro peripezie nella splendida Los Angeles. Lo scroccaggio alla Canalis, a Franco Nero, le rozzate dette a Quentin Tartantino e il loro disperato tentativo di lanciarsi nel mondo delle produzioni cinematografiche: “ui ar italian produzer”, diceva Amedeo, mi hanno fatto ridere con le lacrime.

Il tutto impersonificando il foggiano rozzo-medio che senza né arte e né parte cerca di approdare in ambienti e ambiti che proprio non gli competono e che, purtroppo, in fondo (e neppure troppo in fondo) nasconde un filo di verità su quelle che sono le peculiarità tipiche del foggiano.

Il loro, quello di Pio e Amedeo, è senz’altro un estremizzare simpatico che, ribadisco, adoro ma la verità è che la maggior parte degli “arrangatori” foggiani non portano neppure lo zoccolo Dr Scholls. Al contrario, nella stragrande maggioranza delle ipotesi essi, gli “arrangatori”, sono vestiti di tutto rispetto ed il loro “arrangare” è verbale o di contenuti, ma assolutamente non di immagine.

Diciamo che a parte inutili polemiche sull’ars improvvisatio del foggiano, il mio stomaco è entrato in subbuglio proprio ai titoli di coda, quando Pio e Amedeo estremizzando ancora con i personaggi degli scrocconi, hanno fatto il giro di alcune attività commerciali foggiane proponendo visibilità in cambio di caffè e paste a scrocco, una ripassata ai capelli dai barbiere, salsicce, pesce ecc ecc.

Bene, la consapevolezza che molte delle attività locali intendono la sponsorizzazione in quei termini, mi ha fatto ridere un pò meno. Il dover imbattersi ogni giorno nei “Pio e Amedeo apparecchiati” che invece della Dr. Scholls indossano il mocassino di tendenza e battono la piazza vendendo visibilità nella stessa maniera, solo un pò più ripulita, dei due fortissimi comici vi assicuro che non è proprio così divertente. O meglio qualche volta lo è, ma il resto delle volte significa predisporsi ad una rieducazione del cliente che implica come minimo un paio di corde vocali e un fegato nuovi.

Dopo 15 anni nel settore della pubblicità posso dire di raccogliere ormai le mie soddisfazioni lavorative quasi ogni giorno ma, come si sa, in un’azienda il cliente storico è una conferma del fatto che forse si sta facendo un buon lavoro ma il cliente nuovo è quello che ti consente di dire che stai crescendo.

Ordunque, dopo l’ultima puntata di Emigratis, secondo voi che faccio? Da domani vendo lo spazio sui titoli di coda e in cambio Pio e Amedeo mi fanno la spesa?

LASCIACI UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *