Brunello Cucinelli: una storia esemplare di imprenditorialità etica - Agenzia marketing strategico e operativo
11 Giugno 2019 / byDaruma Studio

Brunello Cucinelli: una storia esemplare di imprenditorialità etica

Brunello Cucinelli: l’imprenditorialità etica come missione 

Pensa al concetto di imprenditorialità e a quali sono gli esempi che frequentemente ti vengono proposti come “il modo giusto” per avere successo; sembrerebbe che l’imprenditorialità moderna non debba tenere conto dell’etica, dei valori, del rispetto dell’ambiente e delle persone. Si resta stregati quando si viene a conoscere la storia esemplare di una persona come Brunello Cucinelli.

Chi è Brunello Cucinelli

Classe 1953, nato a Castel Rigone in provincia di Perugia, un Borgo piccolo e autentico come lo sono le sue umili origini, dalle quali Brunello Cucinelli ha tratto i migliori insegnamenti. Brunello si iscrive alla Facoltà di Ingegneria, ma è chiaro che lui è destinato ad azioni speciali, a grandi gesti che fanno sognare solo a parlarne ed è così che abbandona l’Università.

Quando capisce che non è fatto per accontentarsi di lavori che non gli rendono giustizia, la sua idea iniziale è quella di “colorare i capi in Cachemire”; Brunello ritiene che il Cachemire sia un materiale destinato a durare a lungo e quindi ad acquisire valore: gli oggetti di qualità che durano a lungo sono come quei valori antichi che non sono scalfiti dal tempo, che vengono conservati da chi li sa custodire e valorizzare e soprattutto applicare nella vita.

L’imprenditorialità di Brunello Cucinelli inizia con un ordine di 53 maglioni di cachemire

Il suo primo ordine è di 53 maglioni in Cachemire, era il 1978 e dopo 8 anni Brunello acquista il rudere di un Castello a Solomeo, un Comune di 500 anime, lo ristruttura e lo adibisce a luogo di lavoro per la sua azienda, dando occupazione alla metà degli abitanti del Borgo. Dopo di allora Cucinelli acquisisce altri ruderi adiacenti, gli opifici, piantando alberi, frutteti e ulivi, il Teatro, l’Anfiteatro, la Biblioteca.

L’azienda di Cucinelli fattura milioni di Euro ogni anno, ha portato il suo nome in tutto il mondo, firmando delle linee esclusive di grande pregio, ma soprattutto esportando il modo di concepire un umanesimo e un’etica senza le quali il suo successo non avrebbe avuto alcun senso. A Solomeo, l’imprenditore umanista ha anche aperto le scuole tessili e formative per i suoi dipendenti. I suoi fatturati crescono del 10% ogni anno e nel 2012 l’impresa viene quotata in borsa.

Lavorare per e con Brunello Cucinelli

Ogni mattina si inizia a lavorare alle 8 e si termina il pomeriggio alle 17.30, con una pausa pranzo di un’ora e mezzo. Durante il tempo libero non si fanno telefonate e non si mandano mail di lavoro; il tempo libero deve essere dedicato alla bellezza, alla cultura del bello ed è per questo che ogni anno Brunello regala un bonus cultura ai suoi dipendenti, donando dai 500 euro ai mille euro di rimborso a chi di loro li spende per acquistare libri. I suoi dipendenti guadagnano in media il 20% in più rispetto ad altre persone che esercitano il medesimo lavoro altrove.

Il lavoro nella sua impresa ha un grande significato, perché diventa la maggiore espressione dell’umanità e non è mai scisso dalla spiritualità. Tu lavori per avere un profitto, ma se tutto si limitasse a questo la tua vita non avrebbe senso, perché il denaro va investito per migliorare la vita e per la crescita dell’uomo. 

Brunello è stato insignito di tante onorificenze e riconoscimenti proprio perché la sostenibilità della sua impresa non si limita al rispetto dell’ambiente, si concentra invece più profondamente su quella umana. La sua etica basata sull’Ora et labora insegna che è indispensabile tornare a produrre rispettando tutti, l’ambiente, gli animali, le cose e l’uomo.

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